Le Dolomiti, anche dette Monti pallidi (Dolomiten in tedesco, Dolomites in ladino, Dolomitis in friulano), sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, a sud della catena principale alpina, quasi interamente comprese nelle regioni del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, suddivise tra le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine, Pordenone, Vicenza e Verona, con una piccola parte compresa anche in Austria (Dolomiti di Lienz).

Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu(1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia, costituita principalmente dal minerale dolomite formata da carbonato doppio di calcio e magnesio. Questa composizione chimica delle rocce dà origine al fenomeno dell’ enrosadira.

La prima denominazione geografica del termine “Dolomiti” comparve nel 1837 in una guida edita a Londra, per descrivere una regione montuosa comprendente le valli di Fassa, Gardena, Badia, la val Pusteria nonché le Alpi venete.

Quando si parla di Dolomiti ci si può riferire principalmente a

  • quell’insieme di gruppi montuosi, caratterizzati da una prevalente presenza di roccia dolomitica. Tali gruppi si trovano principalmente all’interno della sezione alpina definita come Dolomiti ma anche in altri gruppi appartenenti ad altre sezioni. Per contro, alcuni gruppi montuosi inseriti nella sezione Dolomiti hanno poco o per nulla natura dolomitica.
  • quella parte delle Alpi definita come sezione Dolomiti che ha limiti geografici ben precisi e continuità territoriale.
  • La genesi di questo tipo di roccia carbonatica inizia attraverso accumuli di conchiglie, coralli e alghe calcaree e in ambiente marino e tropicale (simile all’attuale barriera corallina delle Bahamas, e dell’ Australia orientale), i quali ebbero luogo nel Triassico, circa 250 milioni di anni fa, in zone con latitudine e longitudine molto diverse dall’attuale locazione delle Dolomiti, dove esistevano mari caldi e poco profondi. Sul fondo di questi mari si accumularono centinaia di metri di sedimento che, sotto il loro stesso peso e perdendo i fluidi interni, si trasformarono in roccia. Successivamente, lo scontro tra la placca europea e la placca africana (orogenesi alpina fece emergere queste rocce innalzandole oltre 3000 m sopra il livello del mare.

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T. V. & N. C.

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